Carrisi entra nelle zone meno rassicuranti della mente, dove memoria, paura e identità smettono di essere certezze. Nei suoi romanzi non è mai sufficiente scoprire chi ha commesso un delitto: la domanda più interessante riguarda ciò che le persone nascondono, anche a se stesse, e il modo in cui una ferita può continuare a modificare una vita molto tempo dopo essere stata inflitta.