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Lascia un commentoIl suggeritore
Leggi la bio dell'autoreL’indagine, però, non riguarda soltanto l’identità di un assassino. Dietro i delitti sembra agire qualcuno capace di osservare le debolezze degli altri, insinuarsi nelle loro vite e spingerli verso il male senza esporsi direttamente.
Carrisi costruisce così un thriller nel quale ogni risposta apre una nuova domanda e nel quale il confine tra chi compie il male e chi lo suggerisce diventa sempre più difficile da riconoscere. Il suggeritore, pubblicato nel 2009, è il romanzo d’esordio di Carrisi e introduce il personaggio di Mila Vasquez.
Perché è importante per me
Mi ha colpito il modo in cui Carrisi sposta continuamente l’attenzione.
Il male non coincide soltanto con il gesto più evidente o con la persona che lo compie. Può essere una presenza laterale, quasi invisibile, capace di individuare una fragilità e trasformarla in una crepa.
È questo che rende il romanzo inquietante: non ci permette di osservare il buio da una distanza rassicurante. Ci costringe a domandarci quanto le nostre decisioni siano davvero autonome e quanto, invece, possano essere condizionate dalle paure, dalle ferite e dalle parole degli altri.
Nella vita e nel lavoro siamo abituati a giudicare ciò che appare. Carrisi ricorda che le cause più profonde raramente sono quelle che si mostrano per prime.
"Il male più difficile da riconoscere non è quello che agisce davanti ai nostri occhi. È quello che convince qualcun altro ad agire al suo posto.
Il suggeritore non impone. Conosce, aspetta e orienta.
È una figura estrema, naturalmente, ma la domanda che lascia riguarda anche la quotidianità: quanto possono pesare una parola, un giudizio o una pressione esercitata nel momento preciso in cui una persona è più vulnerabile?
Non tutto ciò che influenza lascia un’impronta visibile."