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Lascia un commentoLa casa delle voci
Leggi la bio dell'autoreLa richiesta che riceve questa volta è però insolita: Hanna Hall è adulta e vive in Australia, ma porta dentro di sé un ricordo risalente all’infanzia. Potrebbe avere assistito a un omicidio oppure averlo soltanto immaginato.
Durante l’ipnosi riaffiora la storia di una bambina dai molti nomi, cresciuta lontano dagli estranei insieme alla propria famiglia, in un luogo chiamato “la casa delle voci”. Più Pietro entra nei suoi ricordi, più diventa difficile distinguere la memoria dalla suggestione e la vittima dal possibile colpevole.
Perché è importante per me
Mi interessa il modo in cui il romanzo mette in discussione una delle certezze sulle quali costruiamo la nostra identità: la convinzione che i ricordi ci appartengano e raccontino fedelmente ciò che siamo stati.
La memoria, invece, non è un archivio ordinato. Conserva, nasconde, modifica e a volte protegge. Carrisi mostra quanto possa essere pericoloso cercare una verità senza considerare che ogni persona ha costruito nel tempo un modo per sopravvivere a ciò che ha vissuto.
È una storia che obbliga a non fermarsi alla prima versione dei fatti e a ricordare che dietro molti comportamenti incomprensibili può esistere una ferita che non abbiamo ancora imparato a vedere.
"Non tutto ciò che ricordiamo è accaduto esattamente come lo raccontiamo. Ma anche un ricordo imperfetto può continuare a determinare il modo in cui viviamo."