La casa delle luci
← Torna alla libreria Copertina La casa delle luci

Questo libro mi ha fatto riflettere su:

InfanziaPauraFragilitàImmaginazioneTraumaResponsabilitàCadutaRinascita

Cosa ha lasciato a te?

Hai letto questo libro? Racconta il passaggio, il personaggio o la domanda che ti è rimasta.

Lascia un commento
Ferite e Rinascita
Serie Pietro Gerber · volume 3 di 4

La casa delle luci

di Donato Carrisi (2022) • 2 minuti di lettura
Leggi la bio dell'autore
Nasconde gli elementi secondari e conserva il punto raggiunto.
Eva ha dieci anni e vive in una grande casa isolata su una collina. Con lei ci sono soltanto una governante e Maja Salo, una giovane ragazza finlandese che lavora come au pair. Dei genitori della bambina non c’è traccia.

Da qualche tempo Eva parla con un amico immaginario senza nome e senza volto. Maja teme che quella presenza possa metterla in pericolo e chiede aiuto a Pietro Gerber.

L’ipnotista sta attraversando una fase difficile e la sua reputazione è compromessa, ma accetta di incontrare la bambina. Durante l’ipnosi, però, attraverso Eva emerge la voce di qualcuno che Pietro sembra conoscere.

Il caso diventa così un confronto non soltanto con la mente della bambina, ma anche con una parte del passato che Gerber non è più sicuro di poter controllare.

Perché è importante per me

Questo romanzo racconta quanto sia difficile aiutare qualcuno quando siamo noi stessi a non avere ancora trovato un equilibrio.

Pietro Gerber è abituato a entrare nelle paure degli altri. Il caso di Eva, invece, gli ricorda che competenza e controllo non ci rendono immuni dalle nostre fragilità.

È un tema che riconosco anche fuori dalla letteratura. Chi guida persone, prende decisioni o si assume responsabilità rischia spesso di essere identificato soltanto con il ruolo. Ma dietro la capacità di aiutare gli altri esistono dubbi, errori e parti irrisolte che non scompaiono per il solo fatto di avere esperienza.

Scopri il legame con La casa dei silenzi →

"Aiutare gli altri non significa essere al riparo dalle proprie ferite. A volte sono proprio quelle ferite a renderci capaci di riconoscere il dolore degli altri."

Serie Pietro Gerber · volume 3 di 4 Continua nella serie →