Dove è sempre notte
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Natura Umana e Potere
Serie Quirke · volume 1 di 1

Dove è sempre notte

di John Banville (2007) • 4 minuti di lettura
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Nasconde gli elementi secondari e conserva il punto raggiunto.
Dublino, anni Cinquanta.

Quirke è un anatomopatologo, vedovo, solitario, incline all’alcol e molto meno disposto di quanto sembri ad accettare una spiegazione soltanto perché tutti gli altri la considerano conveniente.

Una notte, scendendo nell’obitorio dell’ospedale, trova il cognato Malachy Griffin, stimato neonatologo, intento a modificare la cartella clinica di una giovane donna morta: Christine Falls.

Quirke scopre che la donna è morta dopo aver partorito e che della bambina sembra non esserci più traccia.

Quello che inizialmente appare come un dettaglio irregolare dentro una cartella medica apre progressivamente una storia molto più grande, che coinvolge la sua stessa famiglia, l’alta società cattolica di Dublino e una rete costruita intorno a maternità, adozioni e segreti che devono rimanere tali. L'indagine si estende anche fino a Boston.

Il mistero conta. Ma ancora di più conta il mondo che quel mistero permette di vedere.

Nota editoriale: Pubblicato originariamente nel 2006 con il titolo Christine Falls sotto lo pseudonimo Benjamin Black, l'opera è arrivata in Italia nel 2007 per Guanda firmata direttamente con il nome di John Banville.

Perché è importante per me

Mi interessa innanzitutto Dublino.

Non la Dublino nella quale ho vissuto io.

Una città precedente.

Più chiusa.

Dominata da un sistema di relazioni nel quale famiglia, religione, classe sociale e reputazione sembrano avere il potere di stabilire cosa possa essere detto e cosa sia meglio lasciare nell’ombra.

E forse proprio per questo il romanzo mi permette anche di guardare diversamente un luogo che conosco.

Le città non hanno una sola identità.

La Dublino nella quale sono arrivato io portava già con sé tutto ciò che era stata prima.

Quirke cammina in una città che conosco attraverso altre coordinate e un altro tempo.

È una sensazione che mi piace molto nella lettura: riconoscere un luogo e contemporaneamente accorgersi di non conoscerlo affatto.

La rispettabilità

Il punto più interessante del libro, però, non è soltanto geografico.

È la rispettabilità.

Medici. Famiglie importanti. Istituzioni religiose.

Persone che, viste dall’esterno, appartengono alla parte più ordinata della società. Eppure proprio dentro quella normalità esistono cose che devono essere tenute nascoste.

Banville rovescia così un meccanismo molto umano: tendiamo a considerare affidabile ciò che appare rispettabile. Ma la reputazione è soltanto ciò che gli altri sanno di noi. Non necessariamente ciò che siamo.

Quirke

Quirke funziona perché non è un investigatore classico. Non è particolarmente disciplinato. Non è sempre lucido. Porta con sé perdite, relazioni irrisolte e una parte della propria storia che continua a condizionarlo.

È un anatomopatologo. Lavora con i morti. Eppure il problema, quasi sempre, sono i vivi.

Le persone che mentono. Quelle che proteggono qualcuno. Quelle che preferiscono non sapere. Quelle che sanno e decidono comunque di tacere.

È una prospettiva interessante: un corpo può raccontare ciò che è accaduto. Sono spesso i vivi a complicare la verità.

Quando un sistema protegge se stesso

Il romanzo porta anche verso una domanda sulla responsabilità.

Quando un comportamento ingiusto viene distribuito tra molte persone, ognuno può convincersi di aver fatto soltanto una piccola parte. Uno firma. Uno tace. Uno modifica un documento. Uno esegue una procedura. Uno semplicemente non fa domande.

Alla fine esiste un sistema. Ma dentro quel sistema continuano a esserci persone.

È un tema che ritorna in molti libri della mia Biblioteca e che trovo sempre importante: un’organizzazione non cancella la responsabilità individuale di chi la fa funzionare.

Una riflessione

La rispettabilità può proteggerci dallo sguardo degli altri. Non cambia necessariamente ciò che stiamo cercando di nascondere.

Ciò che mi rimane

Dove è sempre notte parte da un cadavere e da una cartella clinica modificata, ma progressivamente racconta qualcosa di più grande: il modo in cui una società costruisce i propri silenzi e il modo in cui quei silenzi possono durare proprio perché molte persone hanno interesse a mantenerli.

Mi rimane anche Dublino. Una città che conosco e che qui incontro in un’altra epoca. Forse è uno dei motivi per cui continuo a essere attratto dai libri legati ai luoghi della mia storia: permettono di tornarci senza ripetere lo stesso viaggio, e qualche volta di vedere ciò che, quando ci vivevamo dentro, non avremmo potuto conoscere.

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"La rispettabilità può proteggerci dallo sguardo degli altri. Non cambia necessariamente ciò che stiamo cercando di nascondere."

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