Tutti i figli di Dio danzano
← Torna alla libreria Copertina Tutti i figli di Dio danzano

Questo libro mi ha fatto riflettere su:

PerditaTraumaMemoriaTerremotoSolitudineCambiamentoPauraRelazioniRinascitaTempo

Cosa ha lasciato a te?

Hai letto questo libro? Racconta il passaggio, il personaggio o la domanda che ti è rimasta.

Lascia un commento
Ferite e Rinascita

Tutti i figli di Dio danzano

di Haruki Murakami (2000) • 2 minuti di lettura
Leggi la bio dell'autore
Nasconde gli elementi secondari e conserva il punto raggiunto.

La raccolta nasce attorno al terremoto di Kobe del gennaio 1995. I personaggi non si trovano necessariamente nel luogo fisico della catastrofe, ma il terremoto entra nelle loro vite come qualcosa che ha fatto emergere fratture già presenti.

Sei storie. Sei persone o gruppi di persone apparentemente lontani dal terremoto. Un uomo abbandonato improvvisamente dalla moglie. Una ragazza e un uomo che accendono falò su una spiaggia. Un giovane alla ricerca di un padre che forse non ha mai conosciuto. Una donna che porta dentro di sé un dolore mai davvero affrontato. Un impiegato che riceve la visita di una gigantesca rana decisa a salvare Tokyo. Uno scrittore che deve capire quale forma dare all’amore e alla propria vita.

Il terremoto rimane spesso sullo sfondo. È in televisione. Nei giornali. Nelle conversazioni. Ma progressivamente comprendiamo che la vera scossa si sta verificando altrove. Dentro le persone. La catastrofe esterna rende visibili fratture che esistevano già da molto tempo.

Perché è importante per me

È proprio questo che trovo più forte nella raccolta. Pensiamo spesso ai grandi eventi come a qualcosa che modifica una vita dall’esterno. Un incidente. Una crisi. Una perdita. Una pandemia. Un terremoto. Ma qualche volta ciò che accade fuori non crea una frattura. La rende visibile. Ci obbliga a vedere qualcosa che fino a quel momento eravamo riusciti a tenere sotto la superficie. Murakami non racconta quindi soltanto il terremoto. Racconta ciò che succede dopo. Quando la terra ha smesso di muoversi, ma una persona si accorge che qualcosa dentro di lei non è più nella stessa posizione.

Le scosse che arrivano dopo
Mi interessa molto questa idea. Non sempre comprendiamo un evento mentre accade. A volte continuiamo normalmente. Lavoriamo. Parliamo. Prendiamo un aereo. Prepariamo una cena. Poi, settimane o mesi dopo, qualcosa torna. Una frase. Un’immagine. Una paura. E scopriamo che ciò che pensavamo di avere attraversato non aveva ancora finito di attraversare noi. È una delle cose che Murakami racconta meglio.

Una riflessione
Non tutte le conseguenze di ciò che ci accade arrivano nello stesso momento. Alcune hanno bisogno di tempo prima di diventare visibili.