La ragazza che giocava con il fuoco
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Identità e Appartenenza
Serie Millennium · volume 2 di 3

La ragazza che giocava con il fuoco

di Stieg Larsson (2008) • 1 minuti di lettura
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Nasconde gli elementi secondari e conserva il punto raggiunto.
Mikael Blomkvist sta preparando per Millennium un’inchiesta su un vasto traffico di prostituzione che coinvolge anche esponenti della polizia, della politica, della magistratura e dei servizi. Poco prima della pubblicazione, due giornalisti impegnati nell’indagine vengono assassinati e Lisbeth Salander diventa la principale sospettata.

Da quel momento il romanzo cambia prospettiva.

Non si tratta più soltanto di scoprire chi abbia commesso un delitto.

Bisogna capire chi sia realmente Lisbeth Salander e quanto della versione raccontata su di lei corrisponda alla persona che conosciamo.

Il presente comincia così a intrecciarsi con il suo passato.

Perché è importante per me

Questo secondo romanzo, per me, è soprattutto un libro sull’identità.

Lisbeth viene raccontata dagli altri prima ancora di poter raccontare se stessa.

Polizia, giornali, istituzioni costruiscono rapidamente una versione della sua storia.

E quando una versione diventa abbastanza semplice da comprendere, il rischio è che nessuno senta più il bisogno di verificarla.

È qualcosa che trovo molto attuale anche fuori dal romanzo.

Siamo continuamente esposti a racconti sintetici sulle persone.

Un titolo.

Una fotografia.

Una notizia.

Un comportamento.

E da quel frammento costruiamo rapidamente un’identità completa.

Larsson mostra quanto possa essere pericoloso.

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"Una persona non coincide necessariamente con la storia che gli altri hanno costruito su di lei. Il problema comincia quando quella storia diventa più credibile della persona stessa."

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