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Lascia un commentoIl Signore degli Anelli
Leggi la bio dell'autorePer distruggerlo, Frodo lascia la Contea e affronta un viaggio che coinvolge uomini, elfi, nani, hobbit e creature appartenenti a mondi molto diversi. La missione non è soltanto una lotta contro un nemico esterno: è anche il confronto continuo con il potere dell’Anello, capace di corrompere perfino chi pensa di poterlo utilizzare per una causa giusta.
Pubblicato originariamente in tre volumi tra il 1954 e il 1955, Il Signore degli Anelli unisce mito, fiaba, tragedia e poema epico in una storia che parla della condizione umana attraverso un mondo immaginario straordinariamente complesso.
Perché è importante per me
Per molto tempo ho pensato che fosse soprattutto una grande storia di avventura.
Rileggendolo, mi sono reso conto che parla prima di tutto del peso delle responsabilità e del modo in cui ciascuno decide di portarle.
Frodo non è il più forte, il più esperto o il più preparato. È semplicemente colui al quale viene affidato un compito più grande di lui. E la sua forza non consiste nel non avere paura, ma nel continuare a camminare anche quando la paura, la fatica e il dubbio diventano parte del viaggio.
Poi c’è la Compagnia. Persone diverse per storia, natura e interessi, che riescono a costruire qualcosa insieme senza smettere di essere ciò che sono. Non restano unite perché non esistono conflitti, ma perché riconoscono che nessuno potrebbe arrivare da solo fino alla fine.
E infine c’è il potere. Tolkien mostra quanto sia facile convincersi di poter usare uno strumento pericoloso a fin di bene. Ma il problema del potere non è soltanto ciò che permette di fare: è ciò che, poco alla volta, rischia di trasformare in chi lo possiede.
"Le imprese più difficili non vengono portate a termine dai più forti, ma da persone capaci di sostenersi quando il peso diventa troppo grande per uno solo."