Il Signore degli Anelli
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Natura Umana e Potere

Il Signore degli Anelli

di J.R.R. Tolkien (1970) • 2 minuti di lettura
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Nasconde gli elementi secondari e conserva il punto raggiunto.
Frodo Baggins eredita un anello apparentemente comune, ma scopre che si tratta dell’Unico Anello, lo strumento con cui Sauron può estendere il proprio dominio sulla Terra di Mezzo.

Per distruggerlo, Frodo lascia la Contea e affronta un viaggio che coinvolge uomini, elfi, nani, hobbit e creature appartenenti a mondi molto diversi. La missione non è soltanto una lotta contro un nemico esterno: è anche il confronto continuo con il potere dell’Anello, capace di corrompere perfino chi pensa di poterlo utilizzare per una causa giusta.

Pubblicato originariamente in tre volumi tra il 1954 e il 1955, Il Signore degli Anelli unisce mito, fiaba, tragedia e poema epico in una storia che parla della condizione umana attraverso un mondo immaginario straordinariamente complesso.

Perché è importante per me

Per molto tempo ho pensato che fosse soprattutto una grande storia di avventura.

Rileggendolo, mi sono reso conto che parla prima di tutto del peso delle responsabilità e del modo in cui ciascuno decide di portarle.

Frodo non è il più forte, il più esperto o il più preparato. È semplicemente colui al quale viene affidato un compito più grande di lui. E la sua forza non consiste nel non avere paura, ma nel continuare a camminare anche quando la paura, la fatica e il dubbio diventano parte del viaggio.

Poi c’è la Compagnia. Persone diverse per storia, natura e interessi, che riescono a costruire qualcosa insieme senza smettere di essere ciò che sono. Non restano unite perché non esistono conflitti, ma perché riconoscono che nessuno potrebbe arrivare da solo fino alla fine.

E infine c’è il potere. Tolkien mostra quanto sia facile convincersi di poter usare uno strumento pericoloso a fin di bene. Ma il problema del potere non è soltanto ciò che permette di fare: è ciò che, poco alla volta, rischia di trasformare in chi lo possiede.

"Le imprese più difficili non vengono portate a termine dai più forti, ma da persone capaci di sostenersi quando il peso diventa troppo grande per uno solo."