Questo libro mi ha fatto riflettere su:
Cosa ha lasciato a te?
Hai letto questo libro? Racconta il passaggio, il personaggio o la domanda che ti è rimasta.
Lascia un commentoVenuto al mondo
Leggi la bio dell'autoreAd aspettarla c’è Gojko, l’amico bosniaco che molti anni prima, all’epoca delle Olimpiadi del 1984, l’aveva fatta incontrare con Diego, il grande amore della sua vita.
Quel ritorno riapre progressivamente una storia cominciata prima della guerra e poi travolta dall’assedio di Sarajevo: l’amore tra Gemma e Diego, il desiderio doloroso di avere un figlio, la violenza del conflitto e le conseguenze che continuano a vivere nelle persone anche molto tempo dopo che le armi hanno smesso di sparare.
Perché è importante per me
Mi interessa soprattutto perché mostra quanto sia insufficiente parlare di “dopoguerra” come se la fine di una guerra coincidesse con la fine delle sue conseguenze.
Le città possono essere ricostruite.
Le persone molto meno facilmente.
Il passato continua a entrare nelle relazioni, nelle famiglie e nel modo in cui ciascuno prova a costruire il proprio futuro.
E poi c’è la maternità, raccontata non come immagine ideale ma come desiderio, mancanza, dolore e responsabilità.
È un romanzo nel quale nascere non significa soltanto venire fisicamente al mondo. Significa anche provare, dopo ciò che è accaduto, a trovare un modo per continuare a viverci.
Scopri il legame con Non ti muovere →