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Lascia un commentoUn ragazzo
Leggi la bio dell'autorePer conoscere donne, si finge padre e partecipa agli incontri di un gruppo per genitori single. È così che incontra Marcus, un ragazzo di dodici anni isolato dai compagni, preoccupato per la fragilità della madre e lontano dai modelli degli altri adolescenti.
Will prova a insegnare a Marcus come vestirsi, cosa ascoltare e come difendersi. Marcus, senza volerlo, costringe invece Will a uscire dalla propria autosufficienza e ad assumersi finalmente una responsabilità verso qualcun altro.
Perché è importante per me
È una storia sulla distanza apparente tra adulti e ragazzi e sul modo in cui due fragilità possono riconoscersi.
Will pensa che la libertà consista nel non avere legami. Marcus, invece, sa già che nessuno può reggere il peso della vita affidandosi a una sola persona. Il loro incontro modifica entrambi perché mette in discussione due idee opposte ma ugualmente insufficienti dell’autonomia.
Mi interessa soprattutto la trasformazione di Will. Non diventa improvvisamente un uomo migliore. Comincia semplicemente a esserci quando qualcuno ha bisogno di lui.
È spesso da questa presenza concreta, più che dalle intenzioni, che nasce una forma adulta di responsabilità.
"Crescere non significa smettere di avere bisogno degli altri. Significa imparare a diventare, almeno qualche volta, la persona sulla quale gli altri possono contare."