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Lascia un commentoNovecento
Leggi la bio dell'autoreCresce sulla nave e diventa un pianista straordinario, capace di creare una musica che nessuno ha mai ascoltato prima. Conosce il mondo attraverso i passeggeri che attraversano l’oceano, ma non mette mai piede sulla terraferma.
La sua storia è raccontata dall’amico trombettista Tim Tooney ed è costruita come un monologo sul talento, sulla paura e sulla scelta di restare dentro l’unico mondo che si riesce davvero ad abitare.
Perché è importante per me
Novecento possiede un talento senza confini, ma sceglie di vivere dentro uno spazio delimitato.
È questo contrasto a rendere la sua storia così potente.
La nave può sembrare una prigione, ma è anche il luogo nel quale riesce a riconoscersi. La terraferma, con le sue strade infinite e le sue possibilità, dovrebbe rappresentare la libertà. Per lui diventa invece qualcosa di troppo grande per essere compreso e attraversato.
Questo libro mi ha fatto riflettere sul fatto che la libertà non coincide sempre con l’avere davanti infinite possibilità.
A volte significa scegliere un limite, riconoscerlo e provare a costruirvi dentro una vita che abbia un significato. Altre volte, però, quel limite può diventare la giustificazione con cui evitiamo di affrontare ciò che ci spaventa.
Ed è proprio questa ambiguità a rendere Novecento un personaggio difficile da dimenticare.
"La libertà non è avere davanti tutte le strade. È capire quale siamo davvero disposti a percorrere."