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Lascia un commentoL'uomo dei cerchi azzurri
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Mi interessa molto Adamsberg proprio perché non cerca di costringere immediatamente la realtà dentro una spiegazione ordinata.
Quando tutti vedono un fenomeno curioso, lui percepisce una stonatura. Non possiede ancora le prove, ma sa che ignorare quella sensazione soltanto perché non riesce a trasformarla subito in un dato sarebbe un errore.
Nel lavoro tendiamo spesso a fidarci soprattutto di ciò che possiamo misurare, mettere in una tabella o sostenere con un processo. È necessario, ma non sempre sufficiente.
L’esperienza costruisce anche una forma di attenzione più difficile da spiegare: riconoscere che qualcosa non torna prima ancora di sapere indicare esattamente cosa.
Adamsberg mi piace perché non sostituisce il ragionamento con l’intuito. Usa l’intuito per capire dove vale la pena continuare a guardare.
"Non tutto ciò che conta si presenta subito come una prova. A volte la prima forma della conoscenza è semplicemente accorgersi che qualcosa non torna."