Come diventare buoni
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Scelte e Responsabilità

Come diventare buoni

di Nick Hornby (2001) • 2 minuti di lettura
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Nasconde gli elementi secondari e conserva il punto raggiunto.
Katie Carr è un medico, moglie e madre. Si considera una persona corretta, anche se il suo matrimonio con David è ormai logorato e lei ha iniziato una relazione con un altro uomo.

David, conosciuto per il suo cinismo e la sua rabbia, incontra improvvisamente DJ Goodnews e decide di cambiare vita. Comincia a distribuire denaro, accogliere persone in difficoltà e pretendere che tutta la famiglia partecipi al suo progetto di bontà.

Il cambiamento di David costringe Katie a interrogarsi sulla distanza tra l’idea che abbiamo di noi stessi e le conseguenze concrete delle nostre scelte. Il romanzo non chiede soltanto cosa significhi essere buoni, ma quanto siamo davvero disposti a sacrificare per esserlo.

Perché è importante per me

Questo libro mette in crisi una forma molto comoda di moralità: considerarci persone corrette perché condividiamo alcuni principi, senza verificare quanto quei principi entrino davvero nel nostro modo di vivere.

David trasforma la bontà in un sistema radicale e quasi insostenibile. Katie, invece, deve riconoscere che la propria professione, le intenzioni e il giudizio sugli altri non bastano a renderla migliore.

Hornby non offre una risposta rassicurante. Mostra che fare il bene richiede responsabilità, ma anche misura. Le idee più giuste possono diventare violente quando vengono imposte agli altri senza ascoltarne i limiti e le necessità.

"Essere buoni non significa proclamare principi più alti. Significa accettare il costo concreto della coerenza senza trasformarla in una forma di superiorità."