Faletti entra nelle zone nelle quali le persone smettono di essere facilmente leggibili. Nei suoi libri il male raramente è soltanto un espediente per costruire suspense: nasce da ferite, identità nascoste, desiderio di vendetta, paura e bisogno di sopravvivere. Mi interessa soprattutto il modo in cui porta personaggi apparentemente lontani dalla normalità fino a renderne comprensibili, anche quando non giustificabili, le scelte. Nei suoi romanzi la domanda non è soltanto chi sia il colpevole, ma cosa possa portare un essere umano a diventarlo.