Autore nella mia biblioteca

Arthur Schnitzler

Schnitzler mi interessa perché entra proprio nel punto in cui ciò che mostriamo agli altri smette di coincidere perfettamente con ciò che desideriamo, immaginiamo e pensiamo di essere.

Arthur Schnitzler nasce a Vienna nel 1862.

È medico prima ancora che scrittore, figlio a sua volta di un medico, e conosce quindi direttamente quel mondo borghese viennese che diventerà il territorio principale della sua narrativa.

Ma più delle professioni, dei salotti e delle convenzioni sociali, gli interessa ciò che accade sotto la superficie.

Desiderio. Paura. Sessualità. Gelosia. Morte. Autoinganno. Pensieri che non diventano necessariamente azioni ma che modificano comunque il modo in cui guardiamo noi stessi.

Scrive negli stessi anni in cui, nella stessa Vienna, Freud sta modificando radicalmente il modo di pensare alla coscienza e all'inconscio. Schnitzler e Freud non sviluppano un rapporto personale stretto, ma Freud riconobbe in lui una straordinaria capacità di arrivare attraverso la letteratura in territori molto vicini a quelli esplorati dalla psicoanalisi.

È forse proprio questo che trovo più interessante nella sua scrittura.

Schnitzler non ha bisogno di trasformare i personaggi in casi clinici. Li osserva. Li lascia desiderare. Mentire. Fantasticare. Contraddirsi. Scoprire parti di sé che preferirebbero non avere.

In Doppio sogno tutto questo entra dentro il matrimonio. Una coppia apparentemente stabile scopre che l'amore non elimina l'individualità e che conoscere qualcuno non significa possedere ogni parte della sua vita interiore.

È una domanda molto moderna. Forse ancora più oggi, quando spesso confondiamo l'intimità con l'accesso totale all'altro: messaggi, pensieri, cronologie, posizioni, informazioni. Come se conoscere sempre più dati su qualcuno significasse necessariamente conoscerlo meglio.

Schnitzler ricorda qualcosa di più semplice e più difficile: una persona conserva comunque una parte che può soltanto scegliere di raccontarci. Ed è proprio dentro quella distanza che entrano fiducia, libertà e responsabilità.

Schnitzler racconta ciò che accade quando scopriamo che anche le persone più vicine continuano ad avere una stanza nella quale non possiamo entrare senza essere invitati.

I suoi libri nella mia libreria

Doppio sogno

Doppio sogno

Novella