Hugo costruisce mondi in cui bellezza e deformità, amore e ossessione continuano a scambiarsi di posto.
Victor Hugo racconta grandi passioni mettendole dentro società che giudicano, escludono e assegnano alle persone un posto prima ancora di conoscerle.
Nei suoi libri mi interessa soprattutto questa tensione tra l’individuo e lo sguardo degli altri.
Chi è considerato mostruoso può essere capace di una profonda umanità. Chi appare rispettabile può nascondere desiderio, violenza e bisogno di controllo. Chi occupa una posizione marginale può mostrare una dignità che il mondo intorno non riesce a riconoscere.
Hugo utilizza la storia, le folle, le città e i grandi conflitti sociali, ma alla fine torna continuamente alle persone: a ciò che desiderano, a ciò che temono e al modo in cui il bisogno di essere amati può trasformarsi in generosità oppure in possesso.
È questo che trovo ancora attuale nella sua scrittura.
Il mondo cambia. Cambiano le istituzioni, le regole e i linguaggi con cui giudichiamo. Molto meno facilmente cambia la nostra tendenza a decidere chi sia una persona partendo da ciò che vediamo.