Eco utilizza il romanzo come spazio nel quale storia, filosofia, linguaggio e potere possono incontrarsi senza diventare una lezione. Nei suoi libri mi interessa soprattutto il rapporto tra conoscenza e interpretazione: possedere informazioni non significa necessariamente comprendere, e ogni verità rischia di diventare pericolosa quando qualcuno pretende di esserne l’unico custode.