Lasciare l’azienda e diventare imprenditore
Nel 2019 ho lasciato l’azienda nella quale avevo costruito quasi diciotto anni della mia vita professionale.
Non si trattava semplicemente di abbandonare un ruolo manageriale o cambiare lavoro. Significava passare dalla condizione di dipendente a quella di imprenditore: uscire da una struttura conosciuta, con le sue regole e le sue protezioni, per assumermi direttamente il rischio, la responsabilità e le conseguenze di ogni decisione.
Quella scelta, però, non l’ho compiuta da solo.
A renderla possibile è stata soprattutto la presenza di mio fratello Fabio. Sapere che avremmo condiviso il progetto mi ha dato la forza di compiere un passo che, probabilmente, da solo avrei rimandato ancora. Fare impresa con un fratello significa mettere alla prova un rapporto costruito in una vita intera, confrontarsi anche quando le idee divergono e riuscire, nonostante tutto, a continuare a riconoscersi nella stessa direzione.
Accanto a noi ci sono stati Tiziano e Paolo, entrambi amici d’infanzia. Con loro non condivido soltanto un’esperienza professionale, ma una storia iniziata molto prima di City Rent, fatta di luoghi, persone e anni vissuti insieme. Portare quei legami dentro un’impresa significa affidare al lavoro qualcosa di prezioso, sapendo che ogni scelta può rafforzare una relazione, ma anche metterla alla prova.
Poi è arrivato Alessandro. Ha iniziato a lavorare con City Rent appena terminata la scuola e il suo percorso è cresciuto insieme a quello dell’azienda. Vederlo assumere progressivamente nuove responsabilità mi ha ricordato che costruire un’impresa non significa soltanto creare risultati, ma offrire alle persone uno spazio nel quale imparare, misurarsi e trovare la propria strada.
City Rent, quindi, non è nata dal gesto solitario di un uomo che decide di mettersi in proprio. È cresciuta attraverso competenze diverse, legami profondi, generazioni differenti e persone che hanno scelto di assumersi insieme la responsabilità di costruire qualcosa.
Forse è questa la differenza più importante che ho scoperto passando da manager a imprenditore: non avere più un’organizzazione alle spalle, ma scegliere ogni giorno le persone con le quali costruirne una.