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Lascia un commentoLa cripta dei cappuccini
Leggi la bio dell'autoreFrancesco Ferdinando Trotta appartiene a una famiglia legata alla storia dell’Impero austro-ungarico. La guerra, la prigionia e il crollo della monarchia travolgono la sua vita, lasciandolo in un mondo che non riconosce più.
Mentre perde affetti, ricchezze e certezze, Trotta continua a cercare nelle vecchie istituzioni e nella memoria della propria famiglia qualcosa che possa ancora dargli un senso di appartenenza. Ma intorno a lui l’Europa sta cambiando e si avvicina a un nuovo abisso.
Perché è importante per me
Roth racconta una sensazione che appartiene a molte vite: quella di svegliarsi e accorgersi che il mondo nel quale abbiamo imparato a riconoscerci non esiste più.
Non è soltanto nostalgia. È la fatica di capire chi siamo quando vengono meno le aziende, i ruoli, le relazioni e le istituzioni attraverso cui ci eravamo definiti.
Questo romanzo mi ricorda che le radici sono importanti, ma non possono diventare il luogo nel quale ci rifugiamo per non vedere il presente. Custodire la memoria non significa pretendere che il tempo torni indietro.
"Impresa. Comunità. Scrittura."