Chi è morto alzi la mano
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SERIE · I TRE EVANGELISTI

Chi è morto alzi la mano

di Fred Vargas • 2 minuti di lettura
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Nasconde gli elementi secondari e conserva il punto raggiunto.
Tutto comincia da un albero. Sophia Siméonidis, ex cantante lirica, si accorge che durante la notte qualcuno ha piantato un giovane albero nel suo giardino. Potrebbe sembrare un gesto insignificante, ma quella presenza improvvisa comincia a inquietarla. Nella casa accanto vivono tre storici senza lavoro, amici molto diversi tra loro: Marc, medievalista; Mathias, specialista della preistoria; Lucien, studioso della Grande Guerra. Con loro gravita anche l’anziano Vandoosler, ex poliziotto. Quando Sophia scompare, ciò che sembrava soltanto una stranezza diventa l’inizio di un’indagine costruita più sull’osservazione delle persone che sull’efficienza investigativa tradizionale. Vargas mette insieme personaggi eccentrici, vite precarie, sospetti e passato, facendo dell’indagine anche il racconto di un gruppo di persone che, quasi senza volerlo, finisce per diventare una piccola comunità.

Perché è importante per me

È proprio questo aspetto che trovo interessante.

Il delitto è il motore della storia, ma quello che resta sono soprattutto le persone. Marc, Mathias e Lucien non hanno molto in comune, almeno apparentemente. Hanno competenze diverse, caratteri diversi e vite che non sembrano procedere nella direzione che avevano immaginato.

Eppure riescono a costruire qualcosa proprio partendo dalle loro differenze.

Mi piace perché Vargas racconta bene una verità che incontro spesso anche fuori dai romanzi: non è necessario somigliarsi per riuscire a stare insieme. A volte sono proprio competenze, sensibilità e modi diversi di osservare la realtà a rendere un gruppo più capace di comprendere ciò che un singolo non avrebbe visto.

Anche qui l’indagine funziona perché nessuno possiede da solo tutta la risposta.

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"Le persone non devono necessariamente assomigliarsi per costruire qualcosa insieme. A volte è proprio la differenza nel modo di guardare che permette di vedere ciò che agli altri sfugge."

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