Abel
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Ferite e Rinascita

Abel

di Alessandro Baricco (2023) • 2 minuti di lettura
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Nasconde gli elementi secondari e conserva il punto raggiunto.
Abel Crow ha ventisette anni ed è già diventato una leggenda. È lo sceriffo di una cittadina appartenente a un Ovest immaginario ed è celebre per avere eseguito il Mistico, un colpo quasi impossibile sparato contemporaneamente contro due bersagli. Dietro la precisione del pistolero esiste però un uomo attraversato dall’abbandono della madre, dal legame con i fratelli e dall’amore per Hallelujah Wood, una donna che parte senza spiegazioni e poi ritorna. Una profezia ricevuta da una bruja accompagna Abel lungo tutta la storia: un giorno, dopo molto dolore, dovrà finalmente nascere. Il western diventa così un racconto spirituale sulla possibilità di diventare davvero se stessi.

Perché è importante per me

Abel racconta una verità che spesso riconosciamo soltanto con il tempo: nascere non coincide necessariamente con il momento in cui veniamo al mondo.

Esistono esperienze, perdite e scelte che ci costringono a diventare persone diverse da quelle che pensavamo di essere.

Mi interessa il contrasto tra l’immagine pubblica di Abel e le sue ferite private. È rispettato per la precisione, la forza e il controllo, ma sono l’abbandono, l’amore e la paura a definirne davvero il percorso.

Anche nel lavoro rischiamo di essere riconosciuti per ciò che sappiamo fare e molto meno per ciò che abbiamo dovuto attraversare per diventare capaci di farlo.

Scopri il legame con Seta →

"Ci sono persone che diventano molto brave a sopravvivere. La rinascita comincia quando comprendono che sopravvivere non basta più."