Yoshimoto racconta persone giovani o ancora in cerca di un proprio posto, spesso attraversate da una perdita, da una separazione o dalla sensazione che qualcosa stia cambiando. Nei suoi libri mi interessa la delicatezza con cui riesce a parlare di dolore senza appesantirlo e di quotidianità senza renderla banale. Una cucina, una stanza, una spiaggia, una persona conosciuta da sempre possono diventare il luogo nel quale comprendiamo qualcosa che, fino a quel momento, avevamo soltanto vissuto. Nei suoi libri le grandi trasformazioni arrivano spesso dentro giornate normali. Forse è proprio per questo che, quando le riconosciamo, ci sembrano così vicine.